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MONDOBIMBI

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anna mariawrote:
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anna
Dec. 25
Gianpietrowrote:
lascio un saluto
Sept. 16
March 21

il mio fiabesque

 

il mio "Fiabesque"
Dal viaggio in Madagascar

Prima parte


Benvenuti e grazie

Il mio viaggio in Africa inizia nel segno della speranza e con la fiducia di trovare un buon operato da parte delle persone facenti parte l'organizzazione Mondobimbi. Se tutto andrà come spero anch'io, vorrei aiutare l'associazione, soprattutto nella ricerca di nuovi soci-sostenitori.

Dopo lunghe ore di aereo finalmente siamo arrivati a destinazione, io, Loris, Mariapia, Nino e Simona. Tutti siamo stanchi, ma Ninie e Mario, i due "pilastri" di Mondobimbi, ci dicono che i bambini ci aspettano impazientemente e quindi siamo obbligati a seguirli senza riposarci.

La nostra prima tappa è al centro di Besasavy, l'ultimo costruito dall'associazione, qui sono ospitati cento bambini frequentanti la scuola materna. Per arrivare a Besasavy, attraversiamo in pullman una parte della città di Tulear. Intorno a me vedo tanta povertà, una miseria che non mi sarei mai immaginata, in questa zona prevalgono le capanne sulle costruzioni in cemento, e che capanne!!!

Noto subito i bambini, i più colpiti da questa situazione disperata, tanti di loro stanno per strada, da soli, non hanno le scarpe e alcuni addirittura nemmeno i vestiti.

Sono molto scossa.

Costeggiamo una recinzione, ci fermiamo davanti ad un cancello che aprendosi ci mostra una bellissima costruzione in pietra, sul tetto spicca un grande cartello con scritto a caratteri cubitali "benvenuti e grazie": questo è il centro Mondobimbi.

Che accoglienza! Mi sento importante.

Entrando, dal cancello in poi, si ha la sensazione di essere tornati in Europa, nella civiltà del benessere.

Dentro la costruzione, ci sono due grandi saloni comunicanti dove, compostamente seduti ai tavoli, siedono ben cento bambini che ci salutano calorosamente. La nostra presenza li rende molto felici, appena abbiamo iniziato a scattare foto, i ragazzi sono letteralmente impazziti, tutti cercavano di mettersi in evidenza salutando a mani aperte mentre intonavano a squarcia gola belle canzoncine in francese.

La visita è stata breve ma emotivamente intensa, ci stavano aspettando anche negli altri due centri Mondobimbi; quindi dovevamo accelerare i tempi. Appena tornati sull'auto ho pianto per la commozione.

Nel secondo centro, situato nel quartiere di Sanfily, abbiamo trovato i ragazzi più grandi, erano intenti a fare i compiti. Anche loro hanno intonato canti di benvenuto, sembravano un po' più imbarazzati dei piccoli. Qui l'ambiente è più spartano, ma carino ugualmente. In fretta abbiamo salutato per raggiungere questa volta le ragazze, quest'ultime sono ospitate nel quartiere di Tananbao, situato proprio in centro città.

Nel vicolo che conduce alla casa delle ragazze, abitano famiglie poverissime, ho visto madri che stavano sedute per terra con i loro bimbi in braccio, i quali spesso piangono e si lamentano con strani mugolii sintomi di notevole disagio.

Anche le ragazze di Tanambao sono state molto accoglienti. Qui ho conosciuto Jessica, l'altra bambina che ho adottato a distanza, anche lei è molto impacciata e timida.

Le ragazze non volevano lasciarci andare via, avevano tanta voglia di stare con noi e di conoscerci. Mi circondavano e mi accarezzavano incuriosite, anch'io facevo altrettanto, avevo voglia di chiedergli tante cose, ma purtroppo non parlo francese e loro non capiscono un'acca di italiano.

La serata è proseguita con una cena e poi a dormire nel centro di Besasavy insieme ai piccoli.


La sveglia

L'indomani la sveglia è suonata sulle note di San Martino Campanaro: i bambini hanno iniziato la giornata cantando, mentre si preparavano per fare ginnastica nel cortile. In Madagascar la giornata inizia per tutti alle 5 del mattino. Dopo un po' di allungamenti, tutti a fare una succulenta colazione. Io e Mariapia giravamo tra i tavoli del refettorio adocchiando i piccini mentre mangiavano pane e latte, tutti cercavano di attirare a sé la nostra attenzione in vari modi. Se ti avvicini a loro e gli fai una carezza affettuosa, sono felicissimi e contraccambiano con sorrisi tenerissimi. Hanno un gran bisogno di affetto!

Un giro in Bidonville

Alle otto la nostra giornata è perseguitata con al visita alle case-baracca delle famiglie dei bambini adottati. Nella zone dove ci hanno portati non esiste una costruzione in pietra e siamo in centro città!!!

  Purtroppo notiamo che ci sono molti bambini in giro, non sono andati a scuola e girovagano tutto il giorno senza far niente, ci dicono che molte volte i genitori non hanno la possibilità finanziaria per farli studiare, in molti casi non hanno i soldi per l'iscrizione a scuola. Per altri bambini la sorte è diversa, i genitori scelgono di sfruttare i propri figli adoperandoli per chiedere la carità...

Ci siamo fermati davanti a una casa era quella della famiglia di Nestor sono rimasta allibita, è proprio una catapecchia!!! Ho conosciuto sua madre, bellissima ragazza e sua nonna, la mamma lavora al centro Mondobimbi.

Mariapia mia ha fatto una foto dentro la capanna, le ho chiesto di fare in fretta perché, dal degrado, mi sentivo molto a disagio. Ho visto all'esterno della baracca, un piccolo recinto che mi hanno detto sia il bagno familiare, non capisco come possa essere utilizzato, mi sembra impossibile fare lì i propri bisogni fisiologici!!!

 

E' incredibile dove vivono questi bambini, penso a quando la domenica pomeriggio ritornano al centro, dopo il breve weekend passato a casa propria, ospitati da Mondobimbi, crederanno di essere ritornati in paradiso?

Nella visita delle case dei bambini del centro, abbiamo visto anche quella di Fredy, la migliore in assoluto. Il fratello di Fredy ha avuto l'opportunità di studiare fino a quando non sono morti i genitori, la scuola gli ha insegnato a vivere dignitosamente, infatti la sua casupola, pur povera, è molto ben tenuta: è adornata con fiori e quadretti che la rendano carina ma soprattutto è pulita ed in ordine nella sua modesta semplicità. Oggi però il fratello di Fredy ha un problema grande, ha perso il lavoro, è disperato perché nonostante tutto deve provvedere ai suoi fratelli. Spero che quando Mondobimbi si ingrandirà, si trovi un posto di lavoro anche per lui, mi sembra un così meritevole e volenteroso ragazzo.

Abbiamo terminato la visita alle case e mentre tornavamo al centro delle ragazze siamo passati da casa di Marcellia, la terza bimba che ho adottato. La sua abitazione si trova a dieci metri dalla sede Mondobimbi. Questa adozione è un po' diversa da tutte le altre, lei è una cosiddetta esterna, infatti Marcellia non vive dentro la struttura dell'associazione perché nel centro non c'è più posto, Mondobimbi è così pieno che addirittura le bambine più piccole dormono in due in un letto. Per aiutare ancora più bambini Ninie ha pensato bene di dare aiuti concreti anche agli esterni come ha fatto per la mia bambina, Marcellia, così con i soldi che arrivano per le adozioni, anche a loro Mondobimbi da la possibilità di andare a scuola, di mangiare nella mensa e in più li fornisce di abiti e di tutto l'occorrente per non sfigurare con gli altri compagni di scuola. La mia terza bambina, può infine usufruire del doposcuola del centro ed andare lì liberamente per giocare con le sue coetanee. E' già molto per lei e può ritenersi fortunata, visto che all'età di sette anni non sapeva ancora che cosa era la scuola e parlava solo malgascio!

Quando siamo entrati nella casa della mia Marcellia, subito ci hanno ben accolto. C'erano molte persone in quella baracca, Ninie mi ha detto che vivono lì in dodici.

L'ho vista ed è venuta subito da me, è bellissima ha due occhi stupendi, nemmeno un grande pittore avrebbe potuto dipingerli meglio. Trovo che fisicamente è migliorata rispetto alla foto che ho a casa, frutto delle cure e dei soldi donati per l'assistenza. L'ho portata con me dentro la sede Mondobimbi e abbiamo bevuto insieme una coca-cola. Mariapia gli ha regalato un anello con una farfalla e gli ha dato una caramella, era contenta. Marcellia, sorride poco, forse per l'imbarazzo, ma se glielo chiedo mi accontenta subito.


Le mense scolastiche

La giornata è proseguita con la visita alle mense scolastiche che Mondobimbi ha costruito in due scuole pubbliche. Non potendo aiutare tutti i bambini, l'associazione ha voluto garantire ad altri cinquanta ragazzi un pasto al giorno da consumare presso queste cosiddette “cantine refettori”, uno di questi spazi è stato costruito nel cortile della scuola e l'altro è ubicato poco distante dall'istituto statale. La prima mensa è proprio quella dove Marcellia mangia, infatti lei dopo che mi aveva lasciato è andata proprio lì perché aveva la scuola il pomeriggio, la sua vera mamma l'aveva accompagnata.

La cantina è bella, ma il suo grande difetto è quello di essere all'interno della scuola, quindi mentre c'è la ricreazione, i bambini che non hanno accesso alla mensa, stanno appoggiati a un muretto che divide le due strutture invidiando quelli che mangiano. Che scena straziante!!!

Fortunatamente però questi bambini che non mangiavano avevano una palla, fatta non so bene con che cosa, quindi li ho invitati a giocare e si sono distratti, mentre gli altri finivano il pasto.

Mentre giocavo mi dicevo che Mondobimbi si deve ingrandire per poter far mangiare tutti, ci vogliono più soldi, servono più soldi...

  L'altra “cantine” è vicino casa di Ninie, nelle vicinanze del Centro e lontano dagli occhi di chi non può mangiare. In questa struttura, c'erano già molti bambini per il pranzo, tutti si sono presentati a noi visitatori per nome allungandoci la mano in segno di saluto. Penso ancora ai soldi che arrivano dall'Italia, a quanto bene fanno a questi bambini, ognuno di loro mangia grazie al nostro piccolo contributo finanziario; fino a ieri neanche io avrei pensato di fare tanto per loro, pochi euro al mese tolti dai nostri portafogli salvano tante vite innocenti.

Siamo passati a salutare i ragazzi di Mondobimbi, avevano appena finito di mangiare quindi per una buona digestione hanno ben pensato di invitarci a ballare. Loris ha accettato e si è messo a saltare con loro.

Tornati al centro di Besasavi abbiamo trovato i bambini che dormivano, noi finalmente ci siamo un po' rifocillati, al loro risveglio siamo andati a giocare nel cortile fino a che non è arrivata la maestra, che li ha portati in classe per la lezione.

In classe ripetono tutte le vocali, le parole e i numeri in francese, l'insegnante parla e loro ripetono per varie volte, finché non lo imparano bene.


Shopping

La mattina seguente l'abbiamo dedicata allo shopping, ci siamo preoccupati di comprare quaderni, matite, palloni e altro che poteva essere utile per i bambini e per le scuole. Mariapia nel pomeriggio andrà a cercare delle maglie da calcio per regalarle ai ragazzi più grandi.

Tutti insieme poi si è pensato di modificare dei volantini pubblicitari dell'associazione da destinare agli alberghi ai ristoranti delle città, mettendo in evidenza la possibilità per i turisti di poter venire a visitare i centri Mondobimbi. Tutti così potranno toccare con mano questa realtà e noi siamo sicuri che qualcuno accoglierà l'invito, non potrà fare a meno di sostenere l'associazione. Abbiamo pranzato insieme a Ninie e dopo pranzo è venuta una suora a trovarla, portando un dono per Loris e uno per la padrona di casa, la suora è molto riconoscente a Mondobimbi. Suo fratello dopo un incidente si trova segregato a letto e non può più lavorare per sostenere la propria famiglia, allora è intervenuta la nostra associazione, due suoi nipoti sono stati adottati a distanza e altri quattro sono stati presi come esterni nel Centro, e poi mi sembra di aver capito che anche la cognata della suora sia stata assunta come operaia, ora lavora per i nostri bimbi.

Sono tornata a Besasavy con un cappello di rafia, i bambini stavano giocando nel cortile, ho appena appoggiato il cappello sopra la testa di una bambina che tutti sono venuti attorno per provarselo, ho trascorso venti minuti a mettere in testa ad ogni bambino il cappello e ci sarei stata molto altro tempo se non fosse suonata la campanella per l'inizio delle lezioni.

Terminata l'ora di studio si torna a giocare con giochi di fantasia, i bimbi non hanno giocattoli propri, loro si divertono con niente, hanno un fazzoletto e piegandolo diverse volte trasformano in barchetta per poi sfarla e rifarla all'infinito, mi hanno insegnato a farla anche a me; un altro gioco è quello di prendere una panca e usarla come mezzo di trasporto, due o tre bambini ci salgono sopra e gli altri spingono. Quando queste poche attività cominciano ad annoiarli, ecco che si mettono a cantare tutte le canzoni che hanno imparato.

La giornata è proseguita con la visita ad un imprenditore che vende all'associazione materiale edile, fornisce mattoni e quanto e quanto altro serva a costruire, lui dà a Mondobimbi, la possibilità di pagamenti dilazionati. E' una persona dal cuore d'oro perché è disponibile ad aiutare tutti coloro che cercano di fare cose buone per gli altri. Nel mondo ci vorrebbero tante persone come lui.

Un altro giorno è passato, mi chiedo che cosa mi aspetterà domani. Penso ai nostri veri bambini naturali, rimugino sul fatto che non sono mai contenti, pretendono sempre qualcosa di più. Molti di loro spesso finiscono dallo psicologo, non sono felici pur avendo tutto, forse è che hanno troppo. La colpa come dice pure Mariapia, psicologa di professione, è spesso di noi stessi genitori, dovremmo forse andare prima noi in cura e poi i nostri figlioli. E' vero, noi genitori, non ci accorgiamo che la felicità sta nella semplicità delle cose e che la vita è bella comunque anche se si ha poco. Tulear e i suoi bambini lo insegnano.

 

Il gemellaggio

 

Questa mattina ci dedicheremo al gemellaggio della scuola di Fanano con una delle scuole pubbliche di Tulear.sandra a scuola All'arrivo all'istituto ci ha accolto il direttore, persona molto gentile che apprezza l'opera di Mondobimbi. Ci ha fatto visitare tutte le classi dell'istituto anche quelle non gemellate.

Non ho mai visto tanti ragazzi ammucchiati tutti insieme nei banchi, non possono nemmeno da quanto sono stretti. Quando ho visto questa scena il mio cuore si è strizzto, poco ci è mancato che non scoppiassi a piangere.

Abbiamo consegnato i disegni dei bambini italiani e fotografato ogni bimbo che ha ricevuto il disegno così da testimoniare l'avvenuta consegna. Anche se il cerimoniale era significativo, io non ero felice, perché le faccine di questi bambini che reggevano in mano il disegno del bimbo italiano avevano bisogno certamente di altro, in primis di MANGIARE!!!

Vorrei essere nel pensiero del bambino italiano che riceve la foto, quando osservandola si accorge di quanto sono sfortunati i suoi fratellini africani, quando vede che sono senza scarpe e magrissimi e che il loro sguardo è rivolto nel vuoto. Avranno compassione? Penseranno davvero di aiutarlo in un prossimo futuro?

 Questa in Africa è purtroppo la dura realtà di tutti i giorni. Una lotta continua, per la sopravvivenza. Noi, benestanti europei, siamo abituati a vedere tali scene solamente in tv, ma poi non crediamo sia tutto vero, pensiamo sempre che il documentarista abbia cercato di farci vedere vicende estreme ed eccezionali, a cui poi finiamo per non dare tanta importanza. La tv poi la spegnamoe noi ci dimentichiamo di tutto. Io però non mi scorderò più di ciò che ho visto qui e spero che, tanto meno lo faranno i bambini di Fanano quando riguarderanno la foto del loro gemello di pelle nera.

Per dare la possibilità ai bambini di Tulear di rispondere agli italiani abbiamo dovuto comprargli carta e matite perché loro per scrivere usano una rudimentale lavagna di legno verniciata di nero con tanto di gesso e spugna imbevuta d'acqua da usare come cancellino.

C'è stata una richiesta di una signora insegnate che ha intenerito il cuore di Loris. Molti bambini che sono entrati a scuola per la prma volta non riescono a seguire le lezioni perché dormono in classe, sono deboli ed hanno fame! Un pasto al giorno nella mensa di Mondobimbi significherebbe per loro essere un pochino più forti e soprattutto lucidi mentalmente.

Come si fa ad ignorare questa richiesta d'aiuto? Noi siamo qua in Madagascar per questo, dobbiamo fare in modo che al più presto comincino a mangiare.

L'insegnante ci accompagna nelle classi della scuola, tra un'aula e l'altra sceglierà quelli più denutriti, fortunatamente la scelta la deve fare lei perché se avessi dovuto farla io non sapevo da dove cominciare e chi scegliere, per me tutti avevano bisogno!!!

Abbiamo fatto delle foto a questi bambini sperando di intenerire qualche cuore in Italia, perché basta così poco per farli stare meglio, con il costo di un nostro caffè giornaliero, loro ci fanno un pasto e mezzo.

Loris ha detto che farà, come spesso gli è accaduto, il passo più lungo della gamba: darà loro da mangiare subito e promette di trovare per loro sostenitori una volta rientrato in Italia. E' un uomo coraggioso e buono, se non si è così, non si conclude nulla.

 

Tornando a Tananbao ci accorgiamo di quanto le nostre bambine siano fortunate, mangiano mattino, mezzogiorno e sera delle succulente portioni di cibo, certe piattate di riso e carne che non riesco a capire come facciano a finirlo completamente.

Arrivati al centro le ragazze vogliono stare con noi cercando in vari modi di dialogare. Tutte sanno che sono la madre adottiva di Jessica, quindi vogliono fotografarmi sola con lei, per riuscire a farmi una foto decente ne devo fare dieci perché si litigano la macchina fotograficae nella fretta di scattare, le foto vengono mosse. Jessica vanta per prima il diritto di stare accanto a me, non mi molla un secondo la mano, devo dire che questo mi gratifica, vuol dire che gli piaccio. Mi sento veramente sua madre.

Venendo via dal centro ho incontrato Marcellia che giocava a piastrella con le sue cugine, e pensare che io quando ero piccola mi divertivo tanto con quel gioco, purtroppo ormai preistorico in Italia. Marcellia mi ha salutato venendomi incontro, mi sono commossa, mi sentivo importante anche per lei.


Oggi sono educatrice

Un nuovo giorno inizia. Stamani mi dovrò improvvisare educatrice perché sia gli insegnanti che gli educatori hanno una riunione con Loris. A me hanno affidato la custodia delle bimbe. Anch'io mi sento parte attiva in questa associazione, avverto di non essere più una semplice sostenitrice che versa solamente il contributo a fine mese..

Cento bambini sono troppi da controllare per una inesperta come me, ad aiutarmi ci sono gli inservienti della struttura del centro. Le bimbe come al solito, mi circondano e tutte cercano di attirare la mia attenzione. C'è una bambina con il mio stesso nome Sandra, che cerca particolarmente di farsi notare, fa tanta tenerezza, vorrei avere tanto tempo per stare qui a Tulear, vorrei imparare a conoscere la storia di tutti questi bambini, vorrei poter donare a tutti tanto affetto e amore, vorrei coccolarli uno per uno e dirgli tante cose di me. Desidererei raccontargli un po' della mia famiglia e del mondo che loro non conoscono ancora.

Passando così tanto tempo da sola con loro sono diventata la loro bambola, le bambine mi pettinano, mi accarezzano, mi guardano che cosa ho sotto la canottiera e incominciano a ridere, sono già maliziose.

Hanno deciso di insegnarmi le loro canzoni e sono divertiti dal fatto che impiego molto tempo ad imparare, spesso sbaglio le parole, allora mi ripetono la strofa fino a quando non riesco a dirla nella maniera giusta. Mi diverto molto, vorrei insegnargli anch'io qualche canzone italiana, ma se ci provo loro mi guardano stupiti e poi si mettono a ridere. Se apro bocca e dico qualcosa divento un pagliaccio per loro, la causa sarà forse la mia tipica parlata toscana?

 Dopo un po' abbiamo cominciato a ripetere i nomi delle cose, loro le dicevano in malgascio io le stesse parole le ripetevo in italiano, i bimbi hanno una buonissima memoria, loro in italiano continuavano a ripeterla senza mai dimenticarla mentre io dimenticavo la dicitura in Malgascio.

Per buona parte della mattina Nestor si è tenuto in disparte, poi l'ho preso accanto a me ed allora non voleva più cedere il posto a nessuno. Per un anno ho guardato la sua foto in casa mia ed ora sono vicino a lui, lo tocco, lo abbraccio, lo bacio, è vero ed esiste! Mi sembra un sogno, quello che fino a poco tempo fa era una cosa astratta una semplice foto fatta di carta adesso si è concretizzata e devo dire nel migliore dei modi. Certe volte ho pensato dubbiosamente che i miei soldi spesi, per i bambini africani, potessero essere manipolati da qualcuno che se ne approfittava ma invece no ora ne sono certa, le donazioni che ho fatto e quelle che farò in futuro, vanno veramente a fin di bene. Prima di venire quaggiù non potevo sperare che i miei bambini stessero meglio di così. Vorrei che anche la mia figlia naturale Silvia e mio marito Aldo, fossero qui con me a immortalare questi momenti di felicità...

Non riesco a pensare al fatto che potrei non tornare più in Madagascar, l'idea mi rattrista, quindi faccio prevalere la visione ottimistrica che per forza di cose anche la mia famiglia deve conoscere Mondobimbi, la meravigliosa realtà creata da persone volenterose.


La festa

Nel pomeriggio sono iniziati i preparativi per la festa. Dopo una breve siesta tutti sotto le docce a sfilata in passerella con i vestiti nuovi che gli abbiamo portato dall'Italia. Le femmine appena indossati i vestiti iniziano a fare le top model ti passano davanti e guardano la macchina fotografica, pronte e in posa per lo scatto, ci sanno fare.

Alle quattro sono arrivati anche i ragazzi e le ragazze, sono iniziate le danze hanno cantato e ballato per noi.

La festa è molto commovente quando ballano cercano il tuo plauso e guardandoti negli occhi aspettano un sorriso di approvazione, sono tutti molto bravi.

Come si fa a non volergli bene?

Oggi Jessica mi è particolarmente affezionata, non mi molla un attimo, mi fa molto piacere che cerchi un legame con me, mi piacerebbe poterci parlare per sapere quali sono i suoi pensieri e i suoi desideri. Anche Nestor mi ha cercato senza che io l'abbia chiamato, l'ho ripreso con la telecamera mentre ciao ad Aldo e Silvia.

L'arrivo di sei bellissime torte ha illuminato gli occhi dei bambini, tutti entusiasti si sono messi ad aspettare la loro porzione di dolce. Un brindisi tutti insieme e tutti in pista di nuovo a ballare e a fare festa. I bambini saltano dalla gioia, penso proprio che stasera andranno a letto soddisfatti ma però stanchissimi.

Questa festa è stata molto bella. Jessica portava sempre con se sua sorella Vanessa, ha avvicinato la mano di lei alla mia, penso proprio per presentarmela. Le due sorelline hanno sono incantevoli insieme si abbracciano vicendevolmente ed hanno voluto la foto assieme, sono contentissima che ci sia tanto amore fra loro. Le prendo in collo su una gamba, una sull'altra e sono felice.


In un'altra scuola pubblica

La mattina seguente abbiamo visitato di nuovo un'altra scuola pubblica perché anche lì ci sono bambini denutriti che hanno bisogno almeno di mangiare una volta al giorno.

 Siamo entrati nelle classi e alcuni dormivano, avevano finito le forze, Mi fa rabbia pensare che da noi i bambini hanno il problema del sovrappeso!!! Nelle classi non saprei scegliere i ragazzi che hanno bisogno della mensa, non ci sarebbe da escludere nessuno. L'insegnante fa avvicinare quelli più bisognosi, hanno uno sguardo molto triste e assente, sono sicura che se gli togliessimo gli abiti potremmo tenere una lezione sull'apparato scheletrico infantile.

Italiani mi rivolgo a voi fate qualcosa aiutate Mondobimbi, ognuno dia un po' del proprio superfluo, anche solo con pochi centesimi al giorno si può salvare un bambino affamato. Dopo questa triste ennesima visione, torno al centro e mi rendo veramente conto che i nostri bambini adottati sono fortunatissimi anche se non hanno poi così tante cose.

 Nel pomeriggio mi dedico allo shopping, compro matite e foglio per i piccoli e occhiali da sole per le ragazze, le “lunette” che ho acquistato sono colorate, spero che piacciano. E' già sabato mattina i bambini si preparano per il ritorno a casa propria. Si ritrovano tutti a Tanambao per poi, a gruppi, secondo le zone di residenza, tornare a casa. Il pulmino è impegnatissimo nelle corse, passa delle ore a trasportare questi ragazzi. L'autista chiede al presidente un mezzo più grande, ma per ora le priorità sono altre per Mondobimbi. Per la prima volta ho avuto la possibilità di stare con tutti e tre i miei bambini (Jessica, Nestor e Marcellia), insieme ci siamo fatti una foto ricordo, ho dovuto a fatica trattenere le lacrime, mi sembrava di vivere in un sogno.


Weekend al mare

Questo fine settimana noi italiani con la famiglia di Ninie, liberati dall'impegno con i bambini abbiamo deciso di trascorrerlo al mare per riposarci un po'. Siamo andati a Mangily un luogo turistico. La strada per questa località è spaventosa, sabbiosa e piena di buche, più che una strada sembra una pista, per fare venti chilometri abbiamo impiegato quasi due ore. Alloggiamo in bungalow, di un hotel dove alle dieci di sera non

 c'è più corrente elettrica, difatti non più tardi di quell'ora spengono il generatore a gasolio, tutto rimane buio. Il mare è poco bello, la spiaggia ha le sue caratteristiche palme, ma nel complesso mi aspettavo di meglio. Sono triste lontana dai bambini, riconosco che senza di loro non avrebbe senso il mio viaggio in Madagascar. Ecco, sento la nostalgia della mia famiglia e di casa. Penso a Aldo e a Silvia, che cosa faranno ora? Avverto dentro di me la voglia di rivederli.


Si torna a Tulear

Finalmente sono arrivate le ore dodici di domenica, si torna a Tulear, nel primo pomeriggio rincasano i bambini nei centri. Quando arriviamo a Besasavy qualche piccolo è già arrivato, è sotto la doccia a ripulirsi, nel giro di un'ora arrivano tutti e nelle docce si crea una lunga fila. La maggior parte di loro è contento di essere tornato nel collegio, ma tre bambini piangono, è normale, vogliono la mamma. Presto si calmeranno e giocheranno spensierati con i loro compagni.

Dopo essermi fatta una doccia anch'io parto insieme con Ninie per il centro di Tanambao, dove sono le bimbe più grandi. Appena arrivo, tutte mi vengono incontro felici, mi parlano e mi dicono tante cose in francese, ma io non capisco nulla. Decido allora di prendere gli occhiali da sole che avevo comperato e di consegnarli in regalo a tutte le ragazze presenti. Prendo e apro la busta che conteneva trenta lunette prima di distribuirle faccio capire alle ragazze che la prima a scegliere tra i diversi colori delle montature doveva essere Jessica, le altre almeno apparentemente accettano di buon grado il privilegio. Jessica guarda nella busta per prima e logicamente sceglie gli occhiali di color rosa, quando lei ha scelto, io comincio a consegnarli alle altre, ma sono assalita, tutte si avventano sulla busta e si prendono il loro paio, forse non sono riuscita a fargli capire che ce ne erano per tutte. Sono impazzite dalla gioia, ridono e saltano felicissime. Decido di scattare qualche foto, loro si mettono in posa e fanno tutte le smorfie, gli occhiali le fanno sentire molto carine! Mi diverto tanto a scattare le foto e sono felice di aver procurato così tanta gioia con poco. Ad un certo momento vedo che delle ragazze sono preoccupate, cercano di dirmi qualcosa, dopo varie peripezie mi fanno capire che Romaria sta piangendo, mi accorgo che lei è stata sfortunata, perché nella confusione del parapiglia gli si sono rotti gli occhiali, io cerco di consolarla dicendogli che l'indomani glieli avrei ricomprati dei nuovi, ma sembra che lei non mi comprenda. Ad un certo momento Jessica viene da me e mi parla con insistenza, allora cerco Ninie per farmi tradurre quello che mi sta dicendo e finalmente capisco: Romaria ha mandato lei che è la mia bambina per la conferma che l'indomani avrei comprato gli occhiali nuovi, io allora la tranquillizzo, sicuramente l'avrei fatto.Dopo questo episodio la serata procede con serenità, facciamo dei giochi insieme fino all'ora di cena, dopodiché passo a salutarle tutte per la buona notte. Non ho fatto capire alle ragazze che non ci saremo più riviste e che la mattina seguente sarei partita per l'Italia, altrimenti avrei cominciato a piangere a dirotto, le ho abbracciate tutte assaporando quel momento più che potevo, e ho ringraziato la provvidenza per avermi donato tale esperienza. Spero un giorno di poter tornare magari portando con me altri genitori adottivi specialmente quelli più scettici. Vorrei contribuire a far toccare personalmente con mano ciascun sostenitore le opere buone di Mondobimbi ma soprattutto vorrei tornare per l'amore raggiante e innocente che zampilla dal cuore incontaminato di tutti i bambini e di tutte le bambine di Tulear.


Al mio paese la festa “Fiabesque”

Ecco, ora sono in piazza nel centro storico del mio paese. A Natale Peccioli, il piccolo paese della Toscana dove abito, si trasforma nel paese delle fiabe, la festa infatti si chiama FIABESQUE, per quattro domeniche il borgo medievale si dedica esclusivamente al divertimento dei bambini. Tra i vicoli le piazzette e i loggiati vengono rappresentati spettacoli di saltimbanchi teatrini di burattini, dimostrazioni di fachiri e mangiafuoco, trampolieri e musicanti.

E' una festa molto bella e suggestiva che s'intona molto con l'aria natalizia che si respira in questi santi giorni invernali.

Per scaldarsi dal freddo ci sono poi le bancarelle che vendono caldarroste e vin brulè, per colorare ancora di più le vie del paese si vedono palloncini di ogni genere e aquiloni variopinti. E' molto bello passeggiare a Peccioli in mezzo a questa festa, tra lo schioppettare di fuochi pirotecnici e la dolce musica di zampogna della favolosa luminaria e candele cadenti.

C'è tanta gente che viene a vedere il Fiabesque, molti genitori con i loro figli ma anche tante coppie di giovani innamorati. I bambini si divertono molto, girovagano per le vie senza tanti problemi, con il loro palloncino legato al polso li vedi come ammaliati dalle tante sfolgoranti cose tutte per loro, passando da uno spettacolo all'altro e li vedi così entusiasti che ti fanno una grande tenerezza. Loro credono veramente di essere nel paese dei balocchi e nel mondo delle fiabe.

Ecco così, in mezzo a questa festa ci sono anch'io con il mio banchino a raccontare la mia bella favola, la storia vera e documentata con tanto di foto dei bambini neri del Madagascar. Me lo ero promesso ancor prima di partire se tutto l'operato di Mondobimbi fosse stato opera buona anch'io avrei contribuito a portare qualcosa all'associazione.

E' stato bello essere qui in piazza a raccontare la mia esperienza, mi accorgo che sono molte che sentono nel cuore il bisogno di fare del bene, così si avvicinano interessate chiedendomi molte cose, alcune adottano un bambino, altre invece contribuiscono ugualmente acquistando i pochi prodotti, esposti sul tavolo, di artigianato malgascio che l'associazione mi ha fornito per la vendita.

Sono felice soprattutto per il fatto che riesco a trovare nuovi soci e soldi per i bimbi, ma sono altrettanto contenta perché tramite lo stand offro anch'io una occasione a molti volenterosi di aiutare il prossimo.

Ringrazio di cuore tutte le persone che si adoperano per il progetto Mondobimbi: Loris, Ninie, Mario, Fafà, Anzara, tutti gli insegnanti dell'asilo e gli educatori, Federica e Santiago, inoltre i miei compagni di viaggio nonché soci sostenitori: Mariapia, Nino e Simona, poi mio marito Aldo e mia figlia Silvia che mi aiutano in tutto. Ma il mio più caloroso ringraziamento va a tutti i fanciulli, poveri ma belli, stupendi e amorevoli di Tulear: GRAZIE DI ESISTERE!