| Il gemellaggio
Questa mattina ci dedicheremo al gemellaggio della scuola di Fanano con una delle scuole pubbliche di Tulear. All'arrivo all'istituto ci ha accolto il direttore, persona molto gentile che apprezza l'opera di Mondobimbi. Ci ha fatto visitare tutte le classi dell'istituto anche quelle non gemellate.
Non ho mai visto tanti ragazzi ammucchiati tutti insieme nei banchi, non possono nemmeno da quanto sono stretti. Quando ho visto questa scena il mio cuore si è strizzto, poco ci è mancato che non scoppiassi a piangere.
Abbiamo consegnato i disegni dei bambini italiani e fotografato ogni bimbo che ha ricevuto il disegno così da testimoniare l'avvenuta consegna. Anche se il cerimoniale era significativo, io non ero felice, perché le faccine di questi bambini che reggevano in mano il disegno del bimbo italiano avevano bisogno certamente di altro, in primis di MANGIARE!!!
Vorrei essere nel pensiero del bambino italiano che riceve la foto, quando osservandola si accorge di quanto sono sfortunati i suoi fratellini africani, quando vede che sono senza scarpe e magrissimi e che il loro sguardo è rivolto nel vuoto. Avranno compassione? Penseranno davvero di aiutarlo in un prossimo futuro?
Questa in Africa è purtroppo la dura realtà di tutti i giorni. Una lotta continua, per la sopravvivenza. Noi, benestanti europei, siamo abituati a vedere tali scene solamente in tv, ma poi non crediamo sia tutto vero, pensiamo sempre che il documentarista abbia cercato di farci vedere vicende estreme ed eccezionali, a cui poi finiamo per non dare tanta importanza. La tv poi la spegnamoe noi ci dimentichiamo di tutto. Io però non mi scorderò più di ciò che ho visto qui e spero che, tanto meno lo faranno i bambini di Fanano quando riguarderanno la foto del loro gemello di pelle nera.
Per dare la possibilità ai bambini di Tulear di rispondere agli italiani abbiamo dovuto comprargli carta e matite perché loro per scrivere usano una rudimentale lavagna di legno verniciata di nero con tanto di gesso e spugna imbevuta d'acqua da usare come cancellino.
C'è stata una richiesta di una signora insegnate che ha intenerito il cuore di Loris. Molti bambini che sono entrati a scuola per la prma volta non riescono a seguire le lezioni perché dormono in classe, sono deboli ed hanno fame! Un pasto al giorno nella mensa di Mondobimbi significherebbe per loro essere un pochino più forti e soprattutto lucidi mentalmente.
Come si fa ad ignorare questa richiesta d'aiuto? Noi siamo qua in Madagascar per questo, dobbiamo fare in modo che al più presto comincino a mangiare.
L'insegnante ci accompagna nelle classi della scuola, tra un'aula e l'altra sceglierà quelli più denutriti, fortunatamente la scelta la deve fare lei perché se avessi dovuto farla io non sapevo da dove cominciare e chi scegliere, per me tutti avevano bisogno!!!
Abbiamo fatto delle foto a questi bambini sperando di intenerire qualche cuore in Italia, perché basta così poco per farli stare meglio, con il costo di un nostro caffè giornaliero, loro ci fanno un pasto e mezzo.
Loris ha detto che farà, come spesso gli è accaduto, il passo più lungo della gamba: darà loro da mangiare subito e promette di trovare per loro sostenitori una volta rientrato in Italia. E' un uomo coraggioso e buono, se non si è così, non si conclude nulla.
Tornando a Tananbao ci accorgiamo di quanto le nostre bambine siano fortunate, mangiano mattino, mezzogiorno e sera delle succulente portioni di cibo, certe piattate di riso e carne che non riesco a capire come facciano a finirlo completamente.
Arrivati al centro le ragazze vogliono stare con noi cercando in vari modi di dialogare. Tutte sanno che sono la madre adottiva di Jessica, quindi vogliono fotografarmi sola con lei, per riuscire a farmi una foto decente ne devo fare dieci perché si litigano la macchina fotograficae nella fretta di scattare, le foto vengono mosse. Jessica vanta per prima il diritto di stare accanto a me, non mi molla un secondo la mano, devo dire che questo mi gratifica, vuol dire che gli piaccio. Mi sento veramente sua madre.
Venendo via dal centro ho incontrato Marcellia che giocava a piastrella con le sue cugine, e pensare che io quando ero piccola mi divertivo tanto con quel gioco, purtroppo ormai preistorico in Italia. Marcellia mi ha salutato venendomi incontro, mi sono commossa, mi sentivo importante anche per lei.
Oggi sono educatrice
Un nuovo giorno inizia. Stamani mi dovrò improvvisare educatrice perché sia gli insegnanti che gli educatori hanno una riunione con Loris. A me hanno affidato la custodia delle bimbe. Anch'io mi sento parte attiva in questa associazione, avverto di non essere più una semplice sostenitrice che versa solamente il contributo a fine mese..
Cento bambini sono troppi da controllare per una inesperta come me, ad aiutarmi ci sono gli inservienti della struttura del centro. Le bimbe come al solito, mi circondano e tutte cercano di attirare la mia attenzione. C'è una bambina con il mio stesso nome Sandra, che cerca particolarmente di farsi notare, fa tanta tenerezza, vorrei avere tanto tempo per stare qui a Tulear, vorrei imparare a conoscere la storia di tutti questi bambini, vorrei poter donare a tutti tanto affetto e amore, vorrei coccolarli uno per uno e dirgli tante cose di me. Desidererei raccontargli un po' della mia famiglia e del mondo che loro non conoscono ancora.
Passando così tanto tempo da sola con loro sono diventata la loro bambola, le bambine mi pettinano, mi accarezzano, mi guardano che cosa ho sotto la canottiera e incominciano a ridere, sono già maliziose.
Hanno deciso di insegnarmi le loro canzoni e sono divertiti dal fatto che impiego molto tempo ad imparare, spesso sbaglio le parole, allora mi ripetono la strofa fino a quando non riesco a dirla nella maniera giusta. Mi diverto molto, vorrei insegnargli anch'io qualche canzone italiana, ma se ci provo loro mi guardano stupiti e poi si mettono a ridere. Se apro bocca e dico qualcosa divento un pagliaccio per loro, la causa sarà forse la mia tipica parlata toscana?
Dopo un po' abbiamo cominciato a ripetere i nomi delle cose, loro le dicevano in malgascio io le stesse parole le ripetevo in italiano, i bimbi hanno una buonissima memoria, loro in italiano continuavano a ripeterla senza mai dimenticarla mentre io dimenticavo la dicitura in Malgascio.
Per buona parte della mattina Nestor si è tenuto in disparte, poi l'ho preso accanto a me ed allora non voleva più cedere il posto a nessuno. Per un anno ho guardato la sua foto in casa mia ed ora sono vicino a lui, lo tocco, lo abbraccio, lo bacio, è vero ed esiste! Mi sembra un sogno, quello che fino a poco tempo fa era una cosa astratta una semplice foto fatta di carta adesso si è concretizzata e devo dire nel migliore dei modi. Certe volte ho pensato dubbiosamente che i miei soldi spesi, per i bambini africani, potessero essere manipolati da qualcuno che se ne approfittava ma invece no ora ne sono certa, le donazioni che ho fatto e quelle che farò in futuro, vanno veramente a fin di bene. Prima di venire quaggiù non potevo sperare che i miei bambini stessero meglio di così. Vorrei che anche la mia figlia naturale Silvia e mio marito Aldo, fossero qui con me a immortalare questi momenti di felicità...
Non riesco a pensare al fatto che potrei non tornare più in Madagascar, l'idea mi rattrista, quindi faccio prevalere la visione ottimistrica che per forza di cose anche la mia famiglia deve conoscere Mondobimbi, la meravigliosa realtà creata da persone volenterose.
La festa
Nel pomeriggio sono iniziati i preparativi per la festa. Dopo una breve siesta tutti sotto le docce a sfilata in passerella con i vestiti nuovi che gli abbiamo portato dall'Italia. Le femmine appena indossati i vestiti iniziano a fare le top model ti passano davanti e guardano la macchina fotografica, pronte e in posa per lo scatto, ci sanno fare.
Alle quattro sono arrivati anche i ragazzi e le ragazze, sono iniziate le danze hanno cantato e ballato per noi.
La festa è molto commovente quando ballano cercano il tuo plauso e guardandoti negli occhi aspettano un sorriso di approvazione, sono tutti molto bravi.
Come si fa a non volergli bene?
Oggi Jessica mi è particolarmente affezionata, non mi molla un attimo, mi fa molto piacere che cerchi un legame con me, mi piacerebbe poterci parlare per sapere quali sono i suoi pensieri e i suoi desideri. Anche Nestor mi ha cercato senza che io l'abbia chiamato, l'ho ripreso con la telecamera mentre ciao ad Aldo e Silvia.
L'arrivo di sei bellissime torte ha illuminato gli occhi dei bambini, tutti entusiasti si sono messi ad aspettare la loro porzione di dolce. Un brindisi tutti insieme e tutti in pista di nuovo a ballare e a fare festa. I bambini saltano dalla gioia, penso proprio che stasera andranno a letto soddisfatti ma però stanchissimi.
Questa festa è stata molto bella. Jessica portava sempre con se sua sorella Vanessa, ha avvicinato la mano di lei alla mia, penso proprio per presentarmela. Le due sorelline hanno sono incantevoli insieme si abbracciano vicendevolmente ed hanno voluto la foto assieme, sono contentissima che ci sia tanto amore fra loro. Le prendo in collo su una gamba, una sull'altra e sono felice.
In un'altra scuola pubblica
La mattina seguente abbiamo visitato di nuovo un'altra scuola pubblica perché anche lì ci sono bambini denutriti che hanno bisogno almeno di mangiare una volta al giorno.
Siamo entrati nelle classi e alcuni dormivano, avevano finito le forze, Mi fa rabbia pensare che da noi i bambini hanno il problema del sovrappeso!!! Nelle classi non saprei scegliere i ragazzi che hanno bisogno della mensa, non ci sarebbe da escludere nessuno. L'insegnante fa avvicinare quelli più bisognosi, hanno uno sguardo molto triste e assente, sono sicura che se gli togliessimo gli abiti potremmo tenere una lezione sull'apparato scheletrico infantile.
Italiani mi rivolgo a voi fate qualcosa aiutate Mondobimbi, ognuno dia un po' del proprio superfluo, anche solo con pochi centesimi al giorno si può salvare un bambino affamato. Dopo questa triste ennesima visione, torno al centro e mi rendo veramente conto che i nostri bambini adottati sono fortunatissimi anche se non hanno poi così tante cose.
Nel pomeriggio mi dedico allo shopping, compro matite e foglio per i piccoli e occhiali da sole per le ragazze, le “lunette” che ho acquistato sono colorate, spero che piacciano. E' già sabato mattina i bambini si preparano per il ritorno a casa propria. Si ritrovano tutti a Tanambao per poi, a gruppi, secondo le zone di residenza, tornare a casa. Il pulmino è impegnatissimo nelle corse, passa delle ore a trasportare questi ragazzi. L'autista chiede al presidente un mezzo più grande, ma per ora le priorità sono altre per Mondobimbi. Per la prima volta ho avuto la possibilità di stare con tutti e tre i miei bambini (Jessica, Nestor e Marcellia), insieme ci siamo fatti una foto ricordo, ho dovuto a fatica trattenere le lacrime, mi sembrava di vivere in un sogno.
Weekend al mare
Questo fine settimana noi italiani con la famiglia di Ninie, liberati dall'impegno con i bambini abbiamo deciso di trascorrerlo al mare per riposarci un po'. Siamo andati a Mangily un luogo turistico. La strada per questa località è spaventosa, sabbiosa e piena di buche, più che una strada sembra una pista, per fare venti chilometri abbiamo impiegato quasi due ore. Alloggiamo in bungalow, di un hotel dove alle dieci di sera non
c'è più corrente elettrica, difatti non più tardi di quell'ora spengono il generatore a gasolio, tutto rimane buio. Il mare è poco bello, la spiaggia ha le sue caratteristiche palme, ma nel complesso mi aspettavo di meglio. Sono triste lontana dai bambini, riconosco che senza di loro non avrebbe senso il mio viaggio in Madagascar. Ecco, sento la nostalgia della mia famiglia e di casa. Penso a Aldo e a Silvia, che cosa faranno ora? Avverto dentro di me la voglia di rivederli.
Si torna a Tulear
Finalmente sono arrivate le ore dodici di domenica, si torna a Tulear, nel primo pomeriggio rincasano i bambini nei centri. Quando arriviamo a Besasavy qualche piccolo è già arrivato, è sotto la doccia a ripulirsi, nel giro di un'ora arrivano tutti e nelle docce si crea una lunga fila. La maggior parte di loro è contento di essere tornato nel collegio, ma tre bambini piangono, è normale, vogliono la mamma. Presto si calmeranno e giocheranno spensierati con i loro compagni.
Dopo essermi fatta una doccia anch'io parto insieme con Ninie per il centro di Tanambao, dove sono le bimbe più grandi. Appena arrivo, tutte mi vengono incontro felici, mi parlano e mi dicono tante cose in francese, ma io non capisco nulla. Decido allora di prendere gli occhiali da sole che avevo comperato e di consegnarli in regalo a tutte le ragazze presenti. Prendo e apro la busta che conteneva trenta lunette prima di distribuirle faccio capire alle ragazze che la prima a scegliere tra i diversi colori delle montature doveva essere Jessica, le altre almeno apparentemente accettano di buon grado il privilegio. Jessica guarda nella busta per prima e logicamente sceglie gli occhiali di color rosa, quando lei ha scelto, io comincio a consegnarli alle altre, ma sono assalita, tutte si avventano sulla busta e si prendono il loro paio, forse non sono riuscita a fargli capire che ce ne erano per tutte. Sono impazzite dalla gioia, ridono e saltano felicissime. Decido di scattare qualche foto, loro si mettono in posa e fanno tutte le smorfie, gli occhiali le fanno sentire molto carine! Mi diverto tanto a scattare le foto e sono felice di aver procurato così tanta gioia con poco. Ad un certo momento vedo che delle ragazze sono preoccupate, cercano di dirmi qualcosa, dopo varie peripezie mi fanno capire che Romaria sta piangendo, mi accorgo che lei è stata sfortunata, perché nella confusione del parapiglia gli si sono rotti gli occhiali, io cerco di consolarla dicendogli che l'indomani glieli avrei ricomprati dei nuovi, ma sembra che lei non mi comprenda. Ad un certo momento Jessica viene da me e mi parla con insistenza, allora cerco Ninie per farmi tradurre quello che mi sta dicendo e finalmente capisco: Romaria ha mandato lei che è la mia bambina per la conferma che l'indomani avrei comprato gli occhiali nuovi, io allora la tranquillizzo, sicuramente l'avrei fatto.Dopo questo episodio la serata procede con serenità, facciamo dei giochi insieme fino all'ora di cena, dopodiché passo a salutarle tutte per la buona notte. Non ho fatto capire alle ragazze che non ci saremo più riviste e che la mattina seguente sarei partita per l'Italia, altrimenti avrei cominciato a piangere a dirotto, le ho abbracciate tutte assaporando quel momento più che potevo, e ho ringraziato la provvidenza per avermi donato tale esperienza. Spero un giorno di poter tornare magari portando con me altri genitori adottivi specialmente quelli più scettici. Vorrei contribuire a far toccare personalmente con mano ciascun sostenitore le opere buone di Mondobimbi ma soprattutto vorrei tornare per l'amore raggiante e innocente che zampilla dal cuore incontaminato di tutti i bambini e di tutte le bambine di Tulear.
Al mio paese la festa “Fiabesque”
Ecco, ora sono in piazza nel centro storico del mio paese. A Natale Peccioli, il piccolo paese della Toscana dove abito, si trasforma nel paese delle fiabe, la festa infatti si chiama FIABESQUE, per quattro domeniche il borgo medievale si dedica esclusivamente al divertimento dei bambini. Tra i vicoli le piazzette e i loggiati vengono rappresentati spettacoli di saltimbanchi teatrini di burattini, dimostrazioni di fachiri e mangiafuoco, trampolieri e musicanti.
E' una festa molto bella e suggestiva che s'intona molto con l'aria natalizia che si respira in questi santi giorni invernali.
Per scaldarsi dal freddo ci sono poi le bancarelle che vendono caldarroste e vin brulè, per colorare ancora di più le vie del paese si vedono palloncini di ogni genere e aquiloni variopinti. E' molto bello passeggiare a Peccioli in mezzo a questa festa, tra lo schioppettare di fuochi pirotecnici e la dolce musica di zampogna della favolosa luminaria e candele cadenti.
C'è tanta gente che viene a vedere il Fiabesque, molti genitori con i loro figli ma anche tante coppie di giovani innamorati. I bambini si divertono molto, girovagano per le vie senza tanti problemi, con il loro palloncino legato al polso li vedi come ammaliati dalle tante sfolgoranti cose tutte per loro, passando da uno spettacolo all'altro e li vedi così entusiasti che ti fanno una grande tenerezza. Loro credono veramente di essere nel paese dei balocchi e nel mondo delle fiabe.
Ecco così, in mezzo a questa festa ci sono anch'io con il mio banchino a raccontare la mia bella favola, la storia vera e documentata con tanto di foto dei bambini neri del Madagascar. Me lo ero promesso ancor prima di partire se tutto l'operato di Mondobimbi fosse stato opera buona anch'io avrei contribuito a portare qualcosa all'associazione.
E' stato bello essere qui in piazza a raccontare la mia esperienza, mi accorgo che sono molte che sentono nel cuore il bisogno di fare del bene, così si avvicinano interessate chiedendomi molte cose, alcune adottano un bambino, altre invece contribuiscono ugualmente acquistando i pochi prodotti, esposti sul tavolo, di artigianato malgascio che l'associazione mi ha fornito per la vendita.
Sono felice soprattutto per il fatto che riesco a trovare nuovi soci e soldi per i bimbi, ma sono altrettanto contenta perché tramite lo stand offro anch'io una occasione a molti volenterosi di aiutare il prossimo.
Ringrazio di cuore tutte le persone che si adoperano per il progetto Mondobimbi: Loris, Ninie, Mario, Fafà, Anzara, tutti gli insegnanti dell'asilo e gli educatori, Federica e Santiago, inoltre i miei compagni di viaggio nonché soci sostenitori: Mariapia, Nino e Simona, poi mio marito Aldo e mia figlia Silvia che mi aiutano in tutto. Ma il mio più caloroso ringraziamento va a tutti i fanciulli, poveri ma belli, stupendi e amorevoli di Tulear: GRAZIE DI ESISTERE! |